Elisabetta e Caterina sono legate da un’amicizia intensa e profonda, ma una serie di eventi sconvolgenti le costringe a mettere in discussione la natura del loro legame. Quando la terra inizia a tremare e la paura di perdersi diventa reale, le due ragazze comprendono che quello che le unisce è in realtà un amore rimasto sopito troppo a lungo. A fare da sfondo alle loro vite, ci sono le creature del mare, il misterioso vulcano che veglia sull’isola, custode e minaccia al tempo stesso, ma soprattutto Zeynep, enigmatica figura femminile tra leggenda e realtà, che compare nei momenti cruciali, come richiamata da segnali invisibili che la portano dove le sue arti magiche sono richieste. E il Ninnolo Sentinella, un amuleto capace di percepire i sussulti della terra prima che questi avvengano.
Un libro come un diario aperto, ma senza pietà né indulgenze. In “Indosso un sorriso ed esco”, Anita Di Stefano intreccia pensieri, prose brevi, invettive e confessioni con una voce lucida, tagliente e insieme profondamente umana. Con sguardo disincantato e una scrittura che graffia e consola, l’autrice attraversa i temi del dolore, della maternità, della malattia mentale, dell’amore, della politica, della solitudine e della resistenza quotidiana. Un mosaico di esperienze vissute e riflessioni in cui il personale si fa universale, e ogni pagina è un passo verso la comprensione (impossibile, eppure necessaria) di sé e del mondo.
“Pensiero sospeso” di Patrizia Primiterra è una raccolta poetica che invita il lettore a intraprendere un viaggio interiore, tra silenzi, ascolto e natura. Attraverso immagini evocative e parole delicate, l’autrice esplora il senso dell’esistenza, il legame con gli elementi, la bellezza dei paesaggi e la sacralità dei momenti quotidiani. Le poesie, sospese tra sogno e realtà, conducono chi legge verso una dimensione di armonia e consapevolezza, dove il vuoto diventa pienezza e l’attimo si trasforma in eternità.
“Dahlia” è il primo capitolo della Antinori’s Series. Al centro della storia c’è Francesco Antinori, un brillante avvocato italiano di trent’anni, erede di una dinastia legale di fama mondiale. Abituato a vivere senza troppi legami e con la spensieratezza concessa dal suo status, Francesco vede la sua vita cambiare radicalmente alla morte del padre. Si ritrova improvvisamente a capo di un impero e a dover fare da guida ai suoi fratelli. Ma il vero sconvolgimento non arriva dagli obblighi familiari o professionali… bensì da Isolde – Iso per gli amici, Dahlia per una sola persona. Una donna capace di travolgerlo come uno tsunami, scuotendo ogni certezza. Tra eredità, dinamiche familiari complesse e un amore che brucia dopo un fugace momento di passione che il destino ha, forse, reso proibito, “Dahlia” mescola passione, dramma e tensione emotiva, trascinando il lettore in un racconto intenso e coinvolgente.
Alessandro Moscè è nato ad Ancona nel 1969 e vive a Fabriano. Ha pubblicato le raccolte poetiche L’odore dei vicoli (I Quaderni del Battello Ebbro, Porretta Terme, 2005), Stanze all’aperto (Moretti & Vitali, Bergamo, 2008), Hotel della notte (Aragno, Torino, 2013, Premio San Tommaso D’Aquino), La vestaglia del padre (Aragno, Torino, 2019) e Per sempre vivi (Pellegrini, 2024, Premio Poesia del Mezzogiorno). I suoi libri di poesia sono tradotti in Francia, Spagna, Romania, Stati Uniti, Argentina e Messico. Ha pubblicato i romanzi Il talento della malattia (Avagliano, Roma, 2012), L’età bianca (Avagliano, Roma, 2016), Gli ultimi giorni di Anita Ekberg (Melville, Siena, 2018, finalista al Premio Flaiano) e Le case dai tetti rossi (Fandango, Roma 2022, Premio Prata).
Antologia dei partecipanti al Premio letterario nazionale “Lorenzo D’Orsogna” 6ª edizione, riservato ai dipendenti, soci e figli di soci delle Banche di Credito Cooperativo Italiane.
A cavallo fra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, due diversi gruppi di “Soci fondatori” iniziano a darsi da fare per costituire nella provincia di Teramo due Casse Rurali ed Artigiane, come si chiamavano allora le Banche di credito cooperativo: l’uno ad Atri, coordinato da Vitaliano Tallero, l’altro a Mosciano Sant’Angelo, coordinato da Adolfo Fabii. Così, una ventina d’anni dopo la loro nascita, le due Casse Rurali ed Artigiane di Atri e di Mosciano Sant’Angelo, anch’esse ormai diventate Banche di Credito Cooperativo, decidono di fondersi. Da questa unione consensuale e paritaria, nasce l’attuale Banca di Credito Cooperativo dell’Adriatico Teramano, un’azienda che grazie alle suddette sinergie è continuata a crescere fino ad arrivare all’attuale strutturazione in sei filiali a presidio di cinque comuni: Atri, Giulianova, Mosciano Sant’Angelo (con due sportelli), Pineto e Roseto degli Abruzzi.
Anno Domini 1435.
Fatti terribili stanno accadendo: dodici pire ardono nella piazza delle erbe. I Chiavelli, signori della città, sono stati trucidati all’interno della chiesa di San Venanzio da un gruppo di congiurati. È un eccidio la cui crudeltà non ha pari. I cittadini di Fabriano convivono ormai da giorni con l’odore di morte. Un romanzo che scorre tra presente e passato, attraverso la riproposizione storica di eventi che hanno segnato per sempre la storia dell’appennino umbro-marchigiano. Sullo sfondo la storia d’amore dei due protagonisti che contrasta la bassezza d’animo di chi per vigliaccheria e lussuria tradisce l’essenza stessa della propria missione. Una storia vera che lascia al lettore il dubbio su cosa sia davvero il bene e il male. Sino all’incredibile epilogo!
“Nivei pensieri” spazia fra poesie, preghiere, riflessioni e racconti brevi. Le poesie affrontano diversi temi ; quelle d’amore hanno il sopravvento ricche di sentimento, confidano nel genere umano. La natura viene osservata e contemplata nella sua bellezza più pura ed esaltata assumendo connotati universali. La quotidianità viene descritta con i racconti di vita, toccando temi d’attualità: integrazione ,abbandono, diversità, mondo virtuale, pandemia, relazioni. Al centro sono poste le preghiere, collante di ogni sentimento e di ogni situazione che la vita riserva. Sono nivei i pensieri, puri come la neve sulla Maiella madre, sono rappresentati da una rosa con le sfumature colorate: rosso, come la passione, verde come la speranza, arancio come l ‘energia positiva che desidera sprigionare la raccolta, condita da punti di nero perché le nuvole ed i temporali sono importanti per rivedere il cielo sereno. Sono nivei i pensieri perché sgorgano così come pensati con il piacere di condividere con chiunque ama, ringrazia e vive la quotidianità.
Piero ha 8 anni; fin dall’asilo dimostra un particolare interesse per gli animali – di ogni genere – mammiferi o marini, per mostri e creature fantastiche. Come tutti i bambini inventa delle storie e dà sfogo alla sua curiosità. Ad accompagnare queste sue fantasie ci sono i disegni, i colori, perché per lui è bello raffigurare quelle piccole situazioni, quei giochi e usare tanti colori. E cosa succede se sono quei giochi a prendere vita? E se lo fanno nei sogni? E magari sono proprio quei sogni che regalano un messaggio da rendere reale nella vita di tutti i giorni!
Bergamo, 2012. Quando muore l’amata nonna Lara, Aurora ritrova un quaderno di memorie. Leggendolo, intraprende un viaggio alla scoperta di un segreto inconfessabile. Bergamo, ottobre 1943. Lara Gassner lavora con Hans Werner, ufficiale nazista inviato a Bergamo durante l’occupazione tedesca. Lara si ritrova nel mezzo della caccia agli ebrei e della lotta ai partigiani. La voglia di dare il suo contributo alla resistenza si scontrerà con Werner e la passione che prova per lui. Incapace di rinunciarvi, Lara percorrerà una strada piena di rischi e con un finale a sorpresa. In una Bergamo intrisa di memorie, Lara cammina sul filo tra l’amore e il tradimento, mentre la nipote Aurora scopre una verità che cambia tutto. Due donne, due generazioni, unite da un segreto che il tempo non ha cancellato. Il passato può davvero essere sepolto?
Sono trascorsi alcuni anni da quando Gerardo e Giulia hanno deciso di formalizzare la loro unione, con il matrimonio. I gemelli nati dal loro amore stanno crescendo sereni insieme a Matteo figlio di Gianna e Mattia; a loro tre si è aggiunta la piccola Gisella secondogenita di Gianna. La vita scorre tranquilla ma ancora per poco; molte situazioni cambieranno ed evolveranno soprattutto con l’arrivo di Federica ed Abdullah che lei ha sposato. Si presenteranno al Casale per fare loro una proposta assurda, al limite dell’incredibile…
La raccolta poetica Le Midi de coquelicots esprime già dal titolo l’urgenza della poesia di saper dire e rendere eterno anche il più lieve passaggio di un essere in quest’universo. La vita di un papavero nel mezzogiorno riarso si erge immagine simbolo della sensibilità mostrata da Michel Cosem nei confronti di ogni fibra del creato. I suoi versi regalano al lettore qualcosa che va oltre l’incanto poetico e stilistico, ogni componimento dipinge un quadro e dà voce agli esseri che popolano il mondo di questo straordinario poeta, ancora poco conosciuto in Italia. Con accenti che talvolta richiamano la poesia di Pascoli e per le scelte onomatopeiche e per la precisione della nomenclatura usata per le specie dei volatili in particolare, lo scenario descritto diviene spunto di conoscenza. Il fil rouge che congiunge ogni testo è senz’altro il profondo amore per la Natura e l’invito a mettersi in ascolto con essa per provare a salvare in qualche modo quello spirito che lega tutti gli esseri tra loro. Si potrebbe pensare ad un testamento lasciato ai lettori nel quale Michel Cosem non dimentica di nominare nessun elemento presente sulla Terra. Si avverte in alcune poesie il presagio di una dipartita terrena e si coglie con forza la consapevolezza di volersi fondere con la Natura. L’uomo può godere di quei raccolti di sogni a cui il poeta fa spesso riferimento nei suoi versi, in quello che Cosem tratteggia come un accordo universale tra cielo e terra che volge la caducità umana in eternità.
26 lettere, 21 tavole illustrate e quasi 500 parole nascoste: un viaggio alla scoperta dell’inestimabile patrimonio del Bel Paese. Un libro per grandi e piccini, per giocare, raccontare e spiegare l’Italia in ogni pagina.
A cavallo fra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, due diversi gruppi di “Soci fondatori” iniziano a darsi da fare per costituire nella provincia di Teramo due Casse Rurali ed Artigiane, come si chiamavano allora le Banche di credito cooperativo: l’uno ad Atri, coordinato da Vitaliano Tallero, l’altro a Mosciano Sant’Angelo, coordinato da Adolfo Fabii. Così, una ventina d’anni dopo la loro nascita, le due Casse Rurali ed Artigiane di Atri e di Mosciano Sant’Angelo, anch’esse ormai diventate Banche di Credito Cooperativo, decidono di fondersi. Da questa unione consensuale e paritaria, nasce l’attuale Banca di Credito Cooperativo dell’ Adriatico Teramano, un’azienda che grazie alle suddette sinergie è continuata a crescere fino ad arrivare all’attuale strutturazione in sei filiali a presidio di cinque comuni: Atri, Giulianova, Mosciano Sant’Angelo (con due sportelli), Pineto e Roseto degli Abruzzi.
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